Riding passion

La moto gira.. guarda.. e racconta

domenica 27 ottobre 2019

Fine Ottobre verso la Toscana

Appuntamento per la sera di venerdì in quel di Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna.
Sistemo l'inconveniente alla freccia grazie alla disponibilità del buon Eligio, all'officina della concessionaria Triumph.


E' ormai tardo pomeriggio, le ore di luce sono quelle che sono, e non resta che "l'autostrazio" per raggiungere la destinazione.

Esmeralda in gran forma

Il traffico del tardo pomeriggio è intenso, ma scorrevole: raggiungo Bologna abbastanza in fretta e, grazie al navigatore, quanto mai utile nei meandri cittadini, trovo agevolmente l'ottimo Hotel Calzavecchio a Casalecchio di Reno.Il tempo di parcheggiare e registrarmi che arrivano Nolmar e Nessuno13.
Ceniamo in modo più che soddisfacente al ristorante dell'albergo e, mentre digeriamo l'ottima cena bolognese in giardino, organizziamo il percorso per domani.

Un bicchiere di Zacapa23 a chiudere la serata

Sabato mattina ci alziamo diligentemente di buon ora. La temperatura è sui 13 gradi, le nubi sono ancora basse e il fondo stradale della prima parte della SS64 Porrettana ancora umido a tratti. Superiamo Sasso Marconi e cominciamo ad immergerci nelle prime pendici degli appennini bolognesi. La Porrettana è piacevole, pur correndo nel fondovalle, lungo il Reno.
Ci lasciamo alle spalle la tristemente celebre Marzabotto, superiamo Pian di Venola e a Vergato saliamo verso Grizzana Morandi. Da lì la strada che scende verso S. Benedetto Val di Sambro è molto panoramica: la temperatura pian piano sale e il cielo comincia a mostrare scorci di azzurro. La strada che, passando per pian del Voglio e Montefredente e attraversando Bruscoli, ci porta fino al cimitero tedesco sul Passo della Futa, è stupenda: ottimo fondo, tracciato curvoso e in salita. 


Durante la 2° guerra mondiale qui passava la Linea Gotica

Inevitabilmente, scesi di qualche centinaia di metri, alla rotonda torniamo indietro: è il momento buono per un caffè al bar del passo della Futa.

Per Esmeralda è la prima volta da queste parti

Il cielo si è aperto e la vista sulle valli ammantate di nebbia è molto suggestiva

Si scende verso la Toscana passando dal piccolo borgo di Panna, noto per la famosa acqua minerale. La discesa è lunga e ci porta anche nei pressi dell'autodromo del Mugello. Proseguiamo verso valle.
Da S. Piero a Sieve passiamo da Sagginale, stando ben attenti ai famigerati autovelox che in altre occasioni ci hanno fatto dei brutti "regalini". Restiamo sulla SR41 anche nella zona di Ponte a Vicchio dove, invece di voltare a sinistra e passare il ponticello, proseguiamo lungo questa più angusta stradina di campagna. Sbuchiamo a Dicomano e facciamo benzina a Sandetole, poco più a valle della Londa-Stia che porta al Passo Croce ai Mori: stavolta si scende sulla SS67 per salire dalla SP91 verso il Passo della Consuma.
Questa strada si conferma fantastica: tante curve, tutte guidate. Purtroppo le curve non consentono sempre il sorpasso e se si becca qualcuno che ingombra si è costretti a restargli dietro a lungo: infatti una parte della salita se ne va così.

 In cima alla Consuma

Discesa lunga, intervallata da alcuni tratti in falsopiano. Dopo una delle curve, mentre ci stiamo divertendo parecchio, un intenso odore di brace ci inonda le narici e, fatti nemmeno 200 metri, rallentiamo, accostiamo a destra e, scambiato un rapido cenno d'intesa, facciamo dietro-front per fermarci a pranzo.

 Porcini fritti

 Tagliata con pecorino fuso

Dove mangiare: se capitate in orario giusto, la Locanda Fonte allo Spino sicuramente permette di pranzare in modo più che soddisfacente. La segnalo, perchè merita.


Dopo aver assaggiato anche un dolce che ci hanno offerto i simpatici titolari, riprendiamo la strada che scende verso Poppi. La celebre torre si staglia alla nostra destra, mentre rapidamente ci dirigiamo verso sud sulla SR71. 
Adesso fa davvero caldo, nonostante siamo in ottobre avanzato. La situazione richiede una sosta per un caffè e per non addormentarsi a causa della strada ora dritta e abbastanza noiosa.
Dopo Arezzo scendiamo fino a Montepulciano stazione: abbiamo idea di risalire da Torrita di Siena e fare le Crete Senesi. Quindi arriviamo a lambire Pienza, visitata già in un'altra occasione, ci godiamo le strade nella luce del tardo pomeriggio passando per la stupenda Val d'Orcia: prima S. Quirico, poi da Torrenieri su, verso S. Giovanni d'Asso e Asciano.

Nei pressi di Monte Oliveto Maggiore

Scorci stupendi

Risaliamo ancora verso Arbia, percorrendo verso il tramonto i sinuosi tracciati che corrono sulla cresta dei poggi. Sul raccordo Siena-Bettolle siamo ormai prossimi a raggiungere Colonna di Grillo, dove abbiamo trovato una sistemazione per la notte.

Bevuta ristoratrice

Geolocalizziamoci


Giro 26.10.2019: Futa, Consuma, Crete Senesi (343 km)



Domenica mattina inizia 1 ora dopo: entra infatti in vigore l'ora solare.
E' gia tempo di dirigere le ruote verso nord.
Il cielo coperto e le nubi basse, con temperatura decisamente fresca, ci accompagnano stamattina per tutto il tratto da Colonna del Grillo fino a Bucine, Montevarchi e S. Giovanni Valdarno.
Per toglierci da questo clima così pesantemente uggioso, decidiamo di salire in quota. Ed è tutta un'altra cosa!!

Il Valdarno immerso nelle nebbie

Sarà il sole che ora ci scalda, sarà la strada finalmente asciutta, ma la salita verso Vallombrosa è fantastica: si alternano tratti attraverso i boschi e tornanti con vista sulla valle inondata dal sole.
Quando arriviamo su siamo davvero soddisfatti: sembrava dovessimo passare il ritorno tra le brume e invece anche stavolta abbiamo trovato soddisfazione!



Riprendiamo la strada con la lunga discesa che ci porta, dopo aver attraversato Pelago, a lambire Fiesole e Firenze: si va verso destra, risalendo la SR302 verso Borgo S. Lorenzo, dove attacca la salita per la Colla di Casaglia. Anche questa salita al passo ci riserva un gran divertimento, anche se da metà salità in poi mi imbatto in un furgone che, di fatto, mi impedisce di godermi la seconda parte. In cima, nei pressi del passo, voltiamo a sinistra per il Passo della Sambuca.
Anche questa salita, in pieno sole, ci fa proprio divertire. La discesa verso Palazzuolo sul Senio è lunghissima e - ahimè - frequentata anche da qualche gruppetto di idioti intutati che, insieme a qualche impedito su quattro ruote, non ci permettono di apprezzare appieno la parte che arriva a valle con panoramici tornanti e tratti a mezza costa. Di fronte a noi si apre la pianura romagnola che si distende fino a Faenza e Imola.
Palazzuolo sul Senio è viva e costellata di bancarelle per il mercato domenicale.


Nel piccolo centro, frequentatissimo da tanti motociclisti, troviamo dove pranzare con piena soddisfazione.

Giusto qualche bottiglia!

Gustoso e abbondante antipasto

Ottime le tagliatelle ai funghi

Ormai sono iniziate le giornate corte: tocca riprendere la via di casa: ancora 3 ore di strada ci aspettano. Regoliamo i conti, facciamo benzina lungo la strada che ci porta attraverso la Valsenio in direzione di Imola e ci salutiamo: ognuno per la propria strada, verso casa.

Crete Senesi, Vallombrosa, Passo della Colla, Passo della Sambuca, Palazzuolo sul Senio



Nemmeno 3 giorni in giro, ma sono vere boccate di ossigeno per la nostra passione motociclistica: si avvicinano le giornate invernali in cui fare chilometri diventa sempre più complicato e ogni opportunità colta dà il doppio della soddisfazione.

Anche stavolta siamo sopra i 1.000 km.

Esmeralda ha passato gli 8.000.

Nota sul bagaglio: ho caricato la Thruxton con un rullo da sella della Enduristan da 20 litri, dove ho messo i vestiti; ci ho aggiunto una borsa da sella, sempre Enduristan, da 12 litri, dove ho stipato le cose che ho immaginato potessero servirmi in pronto uso, risparmiandomi di aprire il rullo grande: pantalone e giacca antipioggia, guanti di pelle di ricambio, copriguanti impermeabili e buff di ricambio, bloccadisco, qualche attrezzo. Ovviamente è un bagaglio eccessivo per star via 2 notti, ma volevo capire se era una cosa fattibile e come potevano essere fissate le borse. Con i tiranti Rokstraps principali ho fissato il rullo al telaio; la piccola sacca da 12 litri l'ho assicurata con le cinghiette regolabili alla borsa a rullo. Esperimento soddisfacente: il bagaglio è sempre rimasto saldo e tutto sommato accedere alle cose stivate è abbastanza pratico. Certo: poter avere una borsa da serbatoio, come ho sempre avuto sulle mie Triumph, facilita molte cose, ma la sagoma particolare del serbatoio della Thruxton 1200 non ne agevola la sistemazione.

sabato 12 ottobre 2019

Metà Ottobre in Val Trebbia

La giornata inizia con la parte iniziale della SS412 della Val Tidone immersa in un'intensa coltre di nebbia, col sole che appena si intravede al di là della cortina.


Peo, Federico, Ste e Francesco sbucano dalla bruma tutti umidi e infreddoliti.


Per fortuna mentre corriamo tra i campi e le pianure lodigiane, il sole si fa strada e anche il morale sale. Sosta a Borgonovo Val Tidone, dove abbiamo appuntamento con nessuno13.
Caffè, brioche e ci si scalda anche un minimo.


La barista ci fa una foto nella piazza.


Si riparte verso Travo, passando sulla SP40 e lasciandoci alle spalle prima il monumento ad Annibale, che in queste zone sconfisse i Romani, poi il castello di Rivalta e poi il castello di Statto.

Nota: la strada è in buone condizioni per quanto riguarda l'asfaltatura, ma ci sono molte sconnessioni dovute al franamento del terreno su cui la strada poggia. Bene quindi prestare attenzione, specie in curva. E sempre regolare l'andatura sapendo che animali selvatici possono spuntare dal bosco in qualsiasi momento.

Nei pressi di Bobbio una breve sosta per fare il punto della situazione. 
Decidiamo di modificare l'idea di partenza, dal momento che le strade verso Carrega Ligure potrebbero essere poco gradevoli, con le prime foglie autunnali, l'umidità e i tratti tra i boschi.
Si va verso Marsaglia e Ottone per godersi la parte più bella della SS45, ma poi si torna a pranzo a Bobbio.
Francesco fa segno che è ok.


Il cielo ormai è sereno, il sole scalda e gli scenari offerti dalle gole scavate dal fiume Trebbia offrono sempre uno spettacolo affascinante.



Si guida, ma non si può non buttare un occhio al panorama in cui siamo immersi.


Le acque del fiume prendono delle tonalità di blu e verde incredibilmente vivide!


Il rosso delle bacche e dei fiori si alterna a tutte le tonalità dell'autunno incipiente.



La strada fa il resto per farci divertire veramente tanto. Sole, asfalto buono, taffico abbastanza scarso: ci sono le condizioni ottimali per guidare bene e in sicurezza.
Mi diverto ad immortalare qualche curva.




I fratelli kawa aggrediscono le curve!




Poi è il turno di Peo di fare il fotografo.





E ricambiamo il favore!



Sono passate da poco le 13 quando ci accomodiamo in una trattoria nella piazza di Bobbio, ancora brulicante di ambulanti per il consueto giorno di mercato.
Gnocco fritto, formaggi e affettati, con qualche birra, ci danno il giusto ristoro.


Prima di cadere addormentati sulle sedie, tentati dal calore del sole che dopo pranzo è molto invitante, torniamo in sella. Si sale da Bobbio verso il Passo Penice.
A guardarlo da sotto è avvolto dalle nuvole, ma non ci dovrebbero essere problemi di pioggia.
La salita del Penice è un classico per i motociclisti di queste zone.

Nota: solitamente l'asfalto è messo molto male e non è proprio il massimo per guidare rilassati. Invece devono aver recentissimamente riasfaltato gran parte della salita da bobbio al passo: non ci sono ancora le strisce bianche della mezzeria e del bordo strada. Comunque: ottobre 2019: asfalto nuovo e gran divertimento di guida.

Arriviamo in cima dove la temperatura è decisamente più bassa e la nebbia la fa da padrona.



La discesa dal versante di Menconico verso Varzi non è in condizioni buone come quelle dal versante di Bobbio: foglie cadute, umidità dovuta alla nebbia e fondo stradale dissestato consigliano prudenza e scendiamo con calma fino a valle. Saluto prima nessuno13 e poi, più avanti, Federico, Peo, Francesco e Ste. Il rientro, via Certosa di Pavia, è abbastanza rapido, nonostante alcuni tratti congestionati dal traffico che supero abbastanza agevolmente.
Gran bella giornata, seppur con un chilometraggio decisamente contenuto per i nostri standard. Poi con questa compagnia si sta sempre bene!


Val Trebbia e Passo Penice





sabato 5 ottobre 2019

Laghi bresciani e Monte Bondone a inizio ottobre 2019

Un paio di giorni a pensare cosa fare nel fine settimana, poi venerdì sera fai tardi e nel pieno della notte, consapevoli del fatto che non abbiamo il fisico, ci scambiamo messaggi che spaziano dal più dignitoso "facciamo alle 9.30 invece che alle 9", al pensato ma non espresso "..ma dove dobbiamo andare a fare giri che abbiamo tirato così tardi!", fino al definitivo "facciamo alle 10 e facciamo una cosa tranquilla".
La Stelvio è pronta, freme dopo quasi 3 settimane piene di inattività: non si fa, non ci siamo proprio!
Ad Agrate, in attesa di Peo, provo a impostare sul navigatore quello che avrebbe dovuto essere il giro nelle intenzioni di ieri.
Caffè e ci muoviamo.
C'è traffico in A4, tanti guidatori della domenica (..ok, è sabato, ma fa lo stesso..) che fieri del loro cruise control si piazzano in 3° corsia a velocità costante e spengono il cervello: radio accesa, chiacchiere con gli altri occupanti della vettura, magari se sono soli anche un giro sui social (..tanto sono in macchina, non ho niente da fare... devo "solo" guidare"), e sorpassi che durano km, o non avvengono proprio. Ma vuoi mettere l'ebbrezza di stare in 3° corsia?
Lasciamo questo delirio a Ponte Oglio, passando per Adro, costeggiando la riserva naturale della torbiere del Sebino e arrivando ad Iseo, fino all'attacco della salita per Polaveno attraverso l'uscita sulla Provinciale XI, poco oltre la lunga galleria.
La salita verso Polaveno è giustamente  ben conosciuta tra gli amanti delle due ruote ed è sempreun bell'andare. Tra l'altro oggi non c'è nemmeno traffico: si sale bene davvero.

Lo scatto con vista lago da questa curva è sempre spettacolare

Riprendiamo a salire e ce la godiamo davvero tanto: senza traffico così, asfalto buono, si guida rilassati. Tornanti secchi e controcurve continue ci portano verso Gombio, con la lunga e divertente discesa della SP48 verso la statale della Val Trompia. Gardone Val Trompia, Marcheno, Lodrino: è solo un gran piacere andare: davvero ci stiamo prendendo gusto e questo divertimento è alimentato dalla lunga discesa verso Casto prima e Nozza poi.
L'obbiettivo è Anfo e ci arriviamo con la SS237 del Caffaro. Qui è già più trafficato, sia per le auto, sia per le moto che ci sono: molti sono i classici smanettoni intutati, che fanno ogni domenica lo stesso giro e non hanno problemi a cercare il ginocchio a terra su strade aperte al traffico.
C'è chi dice che sanno guidare ed è vero. Certamente non sono da ammirare: io li detesto con tutto me stesso, questi idioti. Purtroppo ci sono alcuni contesti, in giro tra le colline e le montagne italiane, infestati (non trovo altro termine..) da questi poveracci. 
Comunque la statale del Caffaro è molto piacevole, coi suoi saliscendi e le sue curve aperte: peccato il proliferare di colonnine autovelox: qui sono arancioni, ma ce ne sono anche di colore verde vivo. 
La vista del lago d'Idro, sulla destra, sovrastato dai monti che si riflettono sulle sue acque piatte, riempie gli occhi. Superiamo il bivio che porta al Passo Maniva (..da cui tante altre volte siamo scesi..) e ci lasciamo alle spalle il lago d'Idro per voltare a destra subito dopo Ponte Caffaro. 
Solitamente lasciavamo la strada del Caffaro più avanti, nei pressi di Storo, ma il navigatore ha deciso così e se decidi di seguirlo, devi farlo fino in fondo: tanto la SP69 poi si immette sulla favolosa SP240 della Val di Ledro.
Ormai sono diversi anni che ho scoperto questa strada e ogni volta mi diverto come un pazzo: ovviamente questa volta non fa eccezione. Peo si gode alla grande le sue gomme e la Ducati sale che è un piacere.
Costeggiamo il lago, bellissimo e affollato di persone che fanno jogging, trekking o semplicemente si godono la bella giornata di inizio autunno.
Superiamo il birrificio di Ledro, dove ci fermammo con Peo nel giro dell'Ottobre 2018 al Monte Baldo e proseguiamo verso Riva del Garda, che aggiriamo passando da sopra.
Qui i nostri amici Christian e Paola hanno la Birreria Artigianale Fuori Stile e prima o poi è ora che ci fermiamo per una rimpatriata e per bere come si deve.
Stavolta però proseguiamo sulla SS45bis (..di fatto è la prosecuzione della statale Gardesana occidentale..) verso Arco di Trento e nei pressi di Dro incrociamo il bivio per il Monte Bondone.
Si sale, a destra, segueno le indicazioni, ben presenti.
Che dire??? La strada è strepitosa. Sinuosa, in salita, tornanti perfettamente disegnati per seguire le traiettorie senza sofferenza e senza inchiodare con scalate cattive.. è la strada che ti guida verso la traiettoria migliore! E l'asfalto è in condizioni eccezionali.. senti la tenuta, lo vedi che non ti presenta insidie, puoi pensare solo a guidare!
Intorno la vista sulla valle e le montagne, che per certi versi mi hanno ricordato quelle di alcune zone della Sardegna.
Comunque la salita è lunga e favolosa: vale ogni km di quelli fatti per arrivarci!!!


Finalmente una volta in cima, poco prima delle 14, parcheggiamo le moto davanti al rifugio sulla spianata, in località Viote.


Il cartello davanti alla Stelvio ci ricorda che questa è zona di orsi

Ovviamente siamo affamati. Giriamo intorno alla struttura in legno e sul lato esposto al sole ci sono i tavolini all'aperto.


Prendiamo posto al sole, vicino ai lettini...


...e ci godiamo questo splendido panorama: la giornata è strepitosa: limpida, tersa, fresca coi suoi 14 gradi e col sole che illumina l'altopiano!


Lo sguardo spazia verso le montagne: credo sia il versante orientale delle Dolomiti di Brenta.


E davanti a questo spettacolo incantevole, ci godiamo una meritata pausa pranzo con birra, gulasch di manzo con polenta e tiramisù. Secondo voi si sta male??




Peo "imperiale", prima di riprendere la strada. Certo che non ci saremmo mai rimessi in sella!


Decidiamo di rientrare per la lunga discesa piena di tornanti che porta verso Cimoneri e Aldeno, fino al fondo valle dove scorre l'Adige.
A valle facciamo una breve sosta per la benzina e poi passiamo alla sponda orientale dove corre verso Rovereto la SS12 dell'Abetone e del Brennero.
Non male, anche se preferisco la SP90 che corre sulla sponda occidentale.
Superiamo Rovereto ed Ala, e dopo Dolcè "entriamo" sulla superstrada che scende verso Peschiera.
Il traffico aumenta, le code anche e prima di prendere l'A4 ci fermiamo per non rischiare di addormentarci!
Poi è A4, col sole in faccia che si abbassa fino al tramonto.
Alla fine saranno oltre 480 km: alla faccia del giro rimediato all'ultimo!


La Stelvio è prossima al tagliando. Direi che quest'anno si è divertita parecchio!

Iseo, Idro, Garda e Monte Bondone