Riding passion

La moto gira.. guarda.. e racconta

domenica 10 dicembre 2017

Puntata in Abruzzo per il ponte dell'Immacolata a Dicembre 2017

4 giorni per un giro fuori stagione in Abruzzo. 
Minaccia di una forte ondata di gelido maltempo, con neve a quote basse al ritorno, la domenica.
Controllo con attenzione: l'andata è "salva": il tempo regge.
Certo, partenza con 0 gradi alle 8 del mattino, ma a parte l'alzata come nei giorni lavorativi, per il resto tutto ok.
Benzina, mentre il sole sorge.


Attraverso la pianura padana. Ai lati della A1 i campi sono bianchi di brina. Di tanto in tanto, dove c'è un corso d'acqua, si alza una leggera nebbia. Anche questi dettagli contribuiscono a non rendere troppo noiosa l'autostrada.
Fino a Bologna il traffico si mantiene intenso. Prima sosta dopo 230 km, poco prima di Imola. Una ventina di minuti, giusto per un caffè e un po' di cioccolata. La Stelvio fa 16,8 km/L: sorprendente. Anche questo mi mette di buon umore.
Riprendo l'autostrada e poco dopo Rimini il traffico diventa davvero ridotto. Dopo un po' si vede anche il mare. La temperatura già sale: siamo sui 14 gradi.
Nei pressi di Civitanova Marche altro rifornimento: stavolta il consumo di benzina è salito: 16 km/L. Però va detto che ho tenuto un passo più veloce. Il viaggio prosegue, entro in Abruzzo.
Sulla destra si staglia il Gran Sasso prima, e la Majella poi. Entrambi i massicci sono completamente ricoperti di neve!
Breve sosta tecnica nei pressi di Pineto, per sistemarmi il casco che mi preme sulla parte destra del capo.
Giunto a destinazione sono circa le 14.45. C'è ancora un bel sole e la temperatura è mite. Mi soffermo a scattare qualche foto. Il porto di Vasto.


L'atmosfera, come si vede, è quasi primaverile. Qui sotto la Stelvio proprio sotto il Faro di Punta Penna, il più alto in Italia dopo la Lanterna di Genova.



Il navigatore riporta le statistiche del viaggio: quasi 700 km, ma la Stelvio è moto confortevole mi ha portato a destinazione senza affaticarmi in modo eccessivo.


Per un paio di giorni mi godo le amenità di Vasto. La zona di Porta Catena, che discende dal vecchio abitato di epoca medievale.


Le case sulla passeggiata orientale, che il sole che sorge bacia ogni mattina: che posizione meravigliosa!


La porta Catena, che si apre verso la passeggiata.


Il rinascimentale Palazzo d'Avalos, dei Marchesi che avevano il potere sulla città. La posizione l'avevano scelta bene!


I giardini in stile napoletano sono davvero una chicca.


La vista da uno dei vicoletti che portano verso la passeggiata orientale.


Ed ecco come si presentava il golfo di Vasto: in lontananza si vedevano il promontorio del Gargano e le Isole Tremiti.


In giro per Vasto la mia ttenzione è attirata da una Moto Guzzi Falcone di colore blu. Sulle valigie "moderne" di cui è stata dotata leggo la pagina facebook dei proprietari: "Viragando" Chiedo ad amici che sono iscritti a quel social network di salutare i due guzzisti da parte mia.


Trascorsi un paio di giorni godendomi l'accoglienza e le delizie della gastronomia vastese, è il momento di rimettersi in viaggio. C'è un po' di apprensione, perchè il tempo dovrebbe reggere per  buona parte del viaggio, salvo poi peggiorare verso nord a partire dalla metà del pomeriggio. 
Decido quindi di partire verso le 7, in modo da anticipare eventuali problemi atmosferici durante il giorno.


Il simbolo del fiocco di neve sul cruscotto della Stelvio indica che la temperatura non è propriamente mite.
Tuttavia un bel sole rosso illumina l'alba della domenica.


Mentre vado, il sole da est illumina gli Appennini: la Majella si tinge di un bellissimo colore rosato.


Il viaggio scorre liscio: fino alla romagna la temperatura oscilla tra 0 e 3-4 °C. Il mare sulla destra e il sole alle spalle rendono il viaggio piacevole.
Poi la temperatura sale ancora. Esco dalla A14 a Imola, perchè un incidente a Castel S. Pietro crea code per 20 minuti e oltre. La temperatura è salita fino a 7-8 gradi.
Mi immetto sulla A1 dalla tangenziale di Bologna. Da Reggio Emilia qualche fiocco sporadico comincia a impattare sulla visiera del casco.
Proseguendo verso Parma la nevicata si intensifica. Il fondo stradale, abbondatemente irrorato di sale, si mantiene comunque pulito. Le Continental TKC70 fanno il loro lavoro senza defaillances.
Arrivo dopo circa 7 ore.


Ecco la Stelvio in versione "gatto delle nevi".


Neve congelata anche sulle valigie.


La Guzzona si è comportata egregiamente in questi 1.300 km veloci: il freddo non ha creato nessun problema e i consumi sono rimasti tra i 16 e i 16,8 km/L.
Un bel ponte "lungo" che ci voleva!

2 commenti:

  1. La prossima volta avvisa che ti faccio compagnia 👍

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  2. Stavolta rimasto in sospeso fino a mercoledì sera: dovevo capire se il meteo di oggi mi avrebbe permesso di tornare su in moto: altrimenti non sarei sceso.
    Andremo nella bella stagione ;)

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