Riding passion

La moto gira.. guarda.. e racconta

sabato 30 settembre 2017

Fine settembre 2017 - Verso la Liguria attraverso l'appennino Piacentino e il passo del Bracco

Con Peo e Ste Rouge l'appuntamento è alla 9 alla Esso che si trova a Opera, sulla SS412 della Val Tidone. Era dal Carugo, fine agosto, che non facevo un giro con la T120.
Nella mattinata uggiosa di fine settembre attraversiamo i campi scuri ai lati della statale della Val Tidone, in direzione di Castel S. Giovanni. Poi continuiamo per Borgonovo Val Tidone e voltiamo a sinistra verso la Val Trebbia.
Proseguiamo nella pianura per Gossolengo e poi lungo la SP28 alla volta di Rivergaro.
Dopo un rapido consulto, preferiamo proseguire lungo la SS45 della Val Trebbia fino a Perino, dove prendiamo a sinistra per Bettola.
La Val Trebbia come di consueto è piena di sconnessioni e avvallamenti: va dunque percorsa con circospezione, sapendo dell'asfalto infido.
La strada che da Perino porta in Val Nure, sbucando a Bettola, passa per il Passo del Cerro. Ci sono già stato altre volte. La strada non ha affatto un brutto tracciato, tra le colline, ma il fondo è in pessimo stato. La prendiamo con calma. Sbucati a Bettola, proseguiamo dritto: la strada subito si impenna e tra le colline corre a mezza costa. Dopo una breve sosta a Farini riprendiamo la strada, la SP25, che pur curvosa, peggiora sempre di più, con tante sconnessioni e presentando tratti di ghiaia in cui l'asfalto si interrompe all'improvviso. Giungiamo così al Passo Montevaccà.





La Kawa in bella mostra: ha una lunga storia, che a raccontarla è sorprendente! Rubata, è stata ritrovata tutta smontata, con i pezzi ordinatamente raccolti. Ed è stata tutta rimontata pezzo per pezzo!

Riprendiamo la strada verso Bedonia.


A Bedonia facciamo benzina e dopo qualche esitazione ci dirigiamo sulla SP24, verso il Passo Centocroci.


Per fortuna la strada è un po' migliore e qualche sfizio ce lo possiamo concedere.


"Scavallato" il Cento Croci, confine tra Emilia e Liguria, la bella discesa verso Varese Ligure.
Siamo in ritardo con i tempi e decidiamo, a malincuore, di abortire l'idea di arrivare a Porto Venere, meta di giornata.
A quel punto ce la prendiamo comoda.
Ste dopo aver tribolato a lungo col navigatore, immortala il momento magico in cui tutto risulta finalmente connesso!!


Dopo pranzo ci salutiamo: lui deve rientrare anticipatamente. Scendiamo verso l'Aurelia e lui si mette in autostrada.
Io e Peo siamo invece ancora assetati di belle strade e anche per compensare il mancato raggiungimento del mare, ci consoliamo salendo dall'Aurelia verso Nord, in direzione del Passo del Bocco, sopra Deiva Marina.
Non avevo mai fatto questa strada e devo dire che è stupenda, con curve tonde e in giusta pendenza, dove in 3 marcia si sale e si guida a meraviglia! Ecco la T120 al passo.


Peo se la gode alla grande con la Ducati e mi aspetta in cima.
Poi riprendiamo la strada per Sestri Levante. Pieno di benzina alla Esso in fondo alla discesa e ci buttiamo in autostrada per rientrare a un orario decente.
Peccato non aver raggiunto Porto Venere, ma è stata comunque una bella giornata di moto e di risate.
Vorrà dire che tornerò da queste parti per arrivare fino a Porto Venere.
Per oggi 450 km vanno bene!






sabato 16 settembre 2017

Ritorno al Colle del Nivolet - Metà Settembre 2017

Lunga la strada verso il Gran Paradiso, specie se non hai intenzione di fare autostrada.
Tutto sommato però questa volta non mi pesa, nonostante i tanti km di dritto. Sarà la voglia di andare che mi pervade.
L'obbiettivo me lo ha dato Giancarlo, che in questi ultimi giorni mi ha messo in testa il tarlo del Colle del Nivolet. E' un po' che non ci torno. 
Campagne ed SS11 verso Novara, Vercelli e dritto fino ai primi contrafforti delle montagne del Canavese. Tutto dritto e scorrevole.
Poi la strada, in ottime condizioni, si impenna con bei tornanti secchi, anche in sequenza.
Un bel lago dai colori vivissimi, nel sole, dove un paio di ardimentosi praticano il kite surf.


E si arriva alla spianata nei pressi di Ceresole Reale.



Continuo a salire. Gli scenari si fanno sempre più maestosi.


Qualche curva("qualche": si fa per dire)


Poi la discesa al Lago d'Agnel, il ponticello sulla diga che da origine ai laghetti, e quindi ci si inerpica di nuovo, godendo di uno spettacolo mozzafiato sui laghi e le montagne circostanti.




La temperatura sul cruscotto della Stelvio: 4 °C. Si sopporta bene.


Lungo il percorso incontro diversi ciclisti che si arrampicano con fatica. Arrivo ai 2.600 metri del Colle del Nivolet.


Segue una leggera discesa. Si raggiunge così una spianata, dove la strada percorribile termina. Volendo si prosegue a piedi o in bici. Sono infatti molti gli escursionisti che si incamminano verso l'altro versante della montagna.
Mentre mi scattano la foto cade qualche fiocco di neve.


Come nelle altre circostanze, pensavo di poter mangiare un boccone al rifugio Savoia. Tuttavia è in corso una ristrutturazione.


Ne prendo atto e ridiscendo: mangerò più a valle: ho incrociato diverse trattorie col menù esposto all'esterno.
Tornando giù dai bei tornanti regolari e ben disegnati, giungo nei pressi della imponente Diga del Serrù.


Ricordo questo gabbiotto, che la prima volta che venni quassù ci riparò dalla pioggia gelida che scendeva abbondante.


Dopo aver pranzato nei pressi di un torrente, nel silenzio della valle, riprendo la strada di casa.
Tanta strada, non tantissime curve, ma la meta era quello che mi interessava questa volta!


La strada per il Colle del Nivolet.