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lunedì 6 marzo 2017

Tra Val Tidone, Val Trebbia e Valle Scrivia: primo giro di marzo 2017

Risveglio pigro, domenica mattina. Ma nulla da fare: mi ritrovo in sella senza ben sapere dove andare. Lascio che il giro si delinei man mano che la strada scorre sotto le ruote della Black Pearl.
Direzione Val Tidone, verso Opera e Torrevecchia Pia, proseguendo per S. Cristina. I campi lombardi, con le loro zolle di terra scura, si distendono quasi a perdita d'occhio: la pianura è puntellata di tanto in tanto da antiche cascine contadine e da qualche imponente albero secolare. In queste zone la strada corre inevitabilmente dritta. Solo qualche rotonda a rompere la monotonia. Tutto sommato però lo considero un modo per sgranchirsi un po' e dare del gas in sicurezza, prima di giungere alle prime colline a ridosso del Po. Giro intorno alla rotondina all'ingresso del paese di Castel S. Giovanni e seguo le indicazioni per la Val Tidone. A Borgonovo Val Tidone passo davanti all'imponente porta medievale e girando intorno alla piazza, anzichè voltare a destra per la Val Trebbia, vado dritto e prendo per Pianello Val Tidone.
La strada ha un bel tracciato sinuoso, morbidamente disteso sul dorso delle dolci colline del piacentino. La costante di queste strade, tuttavia, è il fatto che siano frequentemente punteggiate da sconnessioni dovute a cedimenti del terreno su cui si snodano: spesso non sono limitate al bordo della strada, ma pregiudicano la percorribilità dell'intera carreggiata.

Note: meglio mantenere un'andatura moderata, tenere gli occhi sull'asfalto, prestare attenzione ai cartelli che indicano dossi e strada sdrucciolevole. Questo, però, senza dimenticarci che un giro di piacere comporta anche di godersi i bei panorami.

Non passa un'auto che sia una, mentre la SP34 si snoda, anche con qualche tornante, in direzione del Passo Penice.


Intorno solo foreste di alberi spogli, grigi, che spuntano da letti di foglie secche, la cui malinconia contrasta con l'azzurro del cielo e i colori delle colline inondate da un tiepido sole quasi primaverile.


Sbuco sulla strada che, arrivando da Varzi, scende dal Penice verso Bobbio.


La discesa verso Bobbio è molto bella e panoramica: aspetto il punto migliore per fare foto della collina che digrada verso il Trebbia, là in fondo, ma finisce che si scende rapidamente e perdo l'occasione! Tornanti, brevi rettilinei e belle curve per qualche km, per giungere in piazza. Decido di proseguire verso la Liguria: non so se andrò a Genova, ma ho voglia di andare avanti.
Nei pressi di Coli il sole si riflette sull'acqua e il riverbero è folgorante.


Da qui inizia il tratto che da Bobbio fino alla costa ligure è il più bello della SS45: tracciato vario e pieno di curve, con a destra il fiume che scorre ora vicino, ora lontano, in fondo a profonde gole, per poi passare a sinistra e di nuovo a destra. Per fortuna in questi primi giorni di Marzo il traffico in generale e quello motociclistico in particolare sono ancora abbastanza scarsi: questo permette di guidare con meno remore e timori di mezzi in senso contrario. I medi della Thruxton sono gradevolissimi, la spinta c'è sempre, il motore è pieno e da soddisfazione. Continuo ad avvertire di quando in quando dei fastidiosi indolenzimenti alla mano destra: una volta rientrato proverò a ruotare il blocchetto destro verso il basso, in modo da non essere costretto a tenere il dorso della mano troppo piegato verso l'alto nell'atto di tirare la leva del freno anteriore.
Intanto la Val Trebbia riserva viste spettacolari con le sue valli.



Superato Ottone e le varie indicazioni per la Val d'Aveto, proseguo fino a Montebruno e oltre. La strada, tuttavia, sempre più frequentemente risulta bagnata, e dense nuvole scure finiscono col prendere il posto del sole. Sembra proprio che andare avanti fino alla costa possa riservare solo acqua. Perciò decido che a Laccio, subito dopo Torriglia, prenderò la strada per Busalla: rinuncio a scendere su Genova, ma la strada verso Busalla merita comunque. Poco traffico anche qui e tracciato curvoso, seppur sostanzialmente pianeggiante. Per Busalla sono una ventina di km. Faccio il pieno alla pompa proprio 100 metri a valle del Birrificio, alle porte di Busalla. Compiaciuto registro un consumo di 22 km con 1 litro: 11,87 l. dopo 261,2 km!
Leggo che il piccolo paese di Crocefieschi non è lontano. Decido di salire e quei 7-8 km di strada curvosa e piena di tornanti sono uno spasso!
Foto davanti al cartello d'ingresso del paese natìo di Roberto Pruzzo, indimenticato cannoniere del Genoa e della Roma dello scudetto di Liedholm.


Sono circa le 15 quando do un colpo di telefono a Nessuno13: decidiamo di trovarci a Serravalle Scrivia, per poi bere qualcosa in un bar a Rivanazzano Terme.


Poi lunga coda da Voghera a Pavia, prima di rientrare a casa. sono le 16:30 circa.
Giro che sifa tranquillamente partendo con relativa calma al mattino, per rientrare a Milano attorno alle 17, per meno di 400 km.
Ecco il link: Val Tidone, Val Trebbia, Busalla, Valle Scrivia


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