Riding passion

La moto gira.. guarda.. e racconta

domenica 12 marzo 2017

In Toscana, Chianti e dintorni - 10-12 Marzo 2017

Era un bel po' che aspettavo di andar via un paio di giorni in moto. Finalmente ne ho l'opportunità: Toscana, insieme alla solita compagnia.

Venerdì la partenza è per le 14. Dopo un quarto d’ora sono già fermo: benzina ad Assago. Per le statistiche, la Stelvio ha 59.000 km.


Dopo il pieno mi allontano di qualche passo e mi metto a guardare la Stelvio: da proprio una sensazione di solidità, con le sue belle valigie Trax. Rifletto: quest’anno molto probabilmente comincerà ad essere usata in modo molto più intensivo, sarà molto più protagonista. Senza la Bonnie, i viaggi lunghi saranno tutti suoi: con la Thruxton sono complementari, non alternative. In teoria la stessa complementarità c’era con la Bonnie, ma io la usavo come se fosse una graturismo. Per il momento non penso di usare la Thruxton come la "Randagia".

Mi immetto in Tangenziale Ovest, trafficatissima. Giornata bellissima, cielo limpido, caldo. In A1, dopo la barriera di Melegnano, il traffico rimane parimenti intenso e impone una particolare attenzione; inoltre un vento laterale molto teso disturba non poco.


Nota: a forza di viaggiare, ho imparato che quando il vento è così teso e soffia lateralmente bisogna prestare attenzione quando si esce dallo “schermo” costituito da furgoni, camion o SUV: una volta che si ritorna esposti all’aria può arrivare un forte “schiaffo” laterale. Dunque manubrio ben saldo tra le mani e concentrazione. Sembra banale far presente questa situazione, ma è bene sempre ricordare che in moto nulla è ordinario.

Con queste condizioni di meteo e di traffico arrivo al bivio per la A15 della Cisa.

Tempi di percorrenza: da Assago al Bivio per la A15 della Cisa contate circa 1 ora, minuto più minuto meno.


Si va verso Ovest, il sole splende e la prima parte di autostrada scorre bene. Poi, proprio dove la strada comincia a salire sui contrafforti appenninici, il vento torna a farsi sentire. Davanti a me le cime sono ancora imbiancate dalla neve.


La presenza di molti cantieri che impongono il cambio di carreggiata costringe ad un’andatura molto ridotta.
Sono le 16.30 quando, dopo essermi immesso sulla A27 Genova/Rosignano, mi trovo con Pino alla stazione di Magra Ovest.


Tempi di percorrenza: dal bivio con la A1 all'immissione sulla A27 Genova Rosignano in condizioni normali di percorribilità va considerata 1 ora circa.

Scambiamo due chiacchiere con un ducatista e riprendiamo la strada. Subito ci avvolge l’umidità della costa, alle spalle della Versilia. Sulla sinistra le montagne bianche, le cave di marmo di Carrara sono illuminate dal pieno sole che comincia a scendere. Tiriamo dritto per Pisa Centro/Pisa Aeroporto (40 minuti circa).


Altri 15 km per Cascina.


In totale il viaggio è durato poco più di 3 ore.

Aspettiamo Nolmar per un’oretta, ma i GS che arrivano sono ben due: al 1150 si è unito Jules Winnfield con il 1200 Adv 30° anniversario. La formazione è completa dopo una mezzoretta, quando ci raggiunge Nessuno13 con la Bonneville.

Dove alloggiare: abbiamo prenotato presso il confortevole Euro Hotel, a due passi dall'uscita della FI-PI-LI: ideale per riprendere la strada e raggiungere i luoghi più belli della Toscana o continuare il viaggio verso sud senza andare in autostrada. Le moto si lasciano fuori, ma ormai sono varie volte che alloggiamo qui e non sembra una zona a rischio. Per cenare c'è il ristorante dell'hotel, oppure Cascina a 3 km.


Sabato:
Gianlu PI non solo ci ha ospitato ieri sera per un'ottima cena, ma oggi ci fa da guida: benzina al Beyfin a Cascina e via verso Castelfalfi e S. Gimignano.
Grazie alla piccola action cam fissata su una barretta montata sul parabrezza riesco a scattare buone immagini.



In lontananza le torri di S. Gimignano.


Qui l'ingresso nel centro abitato.


Proseguiamo verso il Chianti, con Castellina, Radda, Gaiole: impossibile ricordare tutti i nomi dei borghi e delle frazioni attraversate.
Tipiche colline toscane, tra ulivi, vigneti e cipressi.


La strada è sgombra e perfetta, le curve invitanti: che bello girare così! Tra un piccolo borgo e l’altro si snodano strade tenute ottimamente, dove nulla è infido, dove ogni ostacolo è ben segnalato, dove si può pensare solo alla guida.


Breve pausa a Castellina in Chianti.



Siamo fortunati perché il clima è quello dei giorni migliori, quelli di Maggio, ma il traffico è quello che c’è quando i turisti non ancora scendo in massa da queste parti: scarsissimo. Non mi pare neppure di avvertire un particolare via vai di motociclisti più o meno scalmanati. In una situazione del genere anche in strada ci si sente più al sicuro.

Il godimento è doppio: sia turistico, sia motociclistico.

Il cruscotto della Stelvio riporta 23 gradi: potremmo essere ai primi di Maggio e invece non siamo neppure alla metà di Marzo. Passiamo la giornata in un contesto incantevole, fatto di colline dolci, ricoperte dagli uliveti, punteggiate dai cipressi, tagliate da strade bianche che separano gli appezzamenti di terreno e i poderi, incise sui fianchi dai caratteristici calanchi.


Trionfano i colori scuri della terra dissodata, il verde argenteo delle foglie degli ulivi, il contrasto dei campi verdi con l’azzurro inteso e luminoso del cielo sgombro da nubi.


Sui poggi i cascinali sono illuminati dal sole, di tanto in tanto si attraversano piccoli borghi con le abitazioni in pietra. Su qualche crinale piccoli torrazzi più o meno diroccati potrebbero raccontare tante storie. Sulle strade asfaltate la guida è ovviamente più svelta e mi diverto a cercare la traiettoria e la rotondità con il 19 della Stelvio: la Marzocchi da 50 è davvero fantastica, non cede mai, precisa e solida: mi supporta e mi da sicurezza.
Siamo però qui anche per percorrere un po' delle strade bianche de "L'Eroica", la manifestazione in bicicletta che rievoca i tempi "eroici" del ciclismo, quando le bici pesavano tanto e si correva con i tubolari a tracolla.


Sulle sterrate dell’Eroica cambia tutto: le Metzeler Tourance Next sono gomme stradali e quindi cerco di essere il più delicato possibile. Ovviamente cerco di stare molto attento a dosare bene il gas, a evitare sfrizionamenti, a scegliere le marce in modo da usare il freno il meno possibile, a garantirmi sempre il giusto apporto di coppia visto che la Stelvio non è propriamente una piuma. Se si fa tutto con attenzione, in cambio ci si guadagna la possibilità di accedere a panorami, profumi, sensazioni che da soli valgono il viaggio.

Qualche foto, ma davvero solo visitando questi luoghi e percorrendo queste strade si può apprezzare pienamente ogni suggestione, ogni profumo, ogni colore.










Ogni giro che si rispetti prevede una meritata sosta mangereccia. Come ci capita di sovente, "peschiamo" bene nei pressi di Radi. Tanto per non dimenticare.

 






Una vecchia pompa di benzina.


Nota: se qualcuno a digiuno di strade bianche (non so se definirle sterrate) si sta chiedendo se può fare l’Eroica, la risposta è sì. Lo dice uno che, al momento, quanto ad esperienza su questo tipo di fondo non può dare lezioni a nessuno. L’importante è avere un approccio umile, essere sempre presenti con la testa alla guida, usare il gas con delicatezza e avere la sensibilità per capire se tenere su il motore per avere coppia in vista di una salita, o se tenere una marcia bassa (ma non troppo) per non prendere troppa velocità in discesa (il freno motore è utile per usare meno il freno). Per un novellino, è bene comunque essere in almeno due moto.

Riprendiamo la strada per continuare a goderci questi posti meravigliosi. Ancora sterrate!





Certo, qualche foto, anche più di qualche, la scatto, ma a parole non sono in grado di trasferire appieno a chi legge le sensazioni e le suggestioni che mi riempiono l’animo quando si fa un giro del genere.

La giornata si conclude passando sotto Volterra, facendo in parte la strada già fatta altre volte, che porta a Lajatico e poi va verso Terricciola. Il sole è basso sull’orizzonte e per molti km ci abbaglia letteralmente: ce l’abbiamo direttamente negli occhi.


Poi scende sull’orizzonte e diventa bellissimo godersi tutte le sfumature del rosso.


Serata a cena con salmone affumicato e tartare di carne. Torniamo in albergo non prima di un bicchiere della staffa in birreria.
Su una birra Rochefort 10° viene sancita la scommessa tra Pino e Jules: chi avrà fatto più km entro il 31 ottobre del 2017!

Ecco il giro di oggi, circa 350 km



Domenica.
Pino riparte presto, perché deve rientrare. Dopo un breve consulto, con Jules, Nolmar e Nessuno13 decidiamo di andare verso la Garfagnana. Risaliamo verso Lucca, che è ben indicata. A Lucca costeggiamo le imponenti mura sui viali di circonvallazione. Basta seguire le indicazioni per Castelnuovo in Garfagnana e giungiamo nei pressi di Borgo a Mozzano: riesco a fotografare il Ponte della Maddalena (detto anche Ponte del Diavolo).


Prendiamo un caffè a Bagni di Lucca, dove avevamo dormito nel corso del viaggio del 2015 verso la Basilicata.



Continuiamo quindi verso nord, seguendo le indicazioni per Piazza al Serchio. Superiamo la deviazione che porterebbe al passo Pradarena, sulla destra, e preferiamo raggiungere Fivizzano. La strada della Garfagnana mi piace nella parte Lucchese, ma mano a mano che si risale in direzione di Fivizzano diventa sempre più piena di curve cieche, strette, all’interno di piccoli borghi abitati: infatti a bordo strada ci sono tantissimi pali con gli specchi, per consentire a chi esce dalle strade accessorie laterali di controllare che non arrivi nessuno. Come se questo non bastasse, anche il fondo stradale diventa davvero rovinatissimo, tra buche e detriti vari, di legna, foglie e asfalto. Anche le protezioni laterali non ci sono. Insomma: si deve fare e si fa, ma non è esaltante.


A Fivizzano attacca la strada che porta su verso il Passo del Cerreto, la SS63. Ci fermiamo a pranzo 3-4 km a monte del paese, al bar della Funicolare.


Porzioni generose!


Serve un digestivo!


La salita al Cerreto è davvero bella, da questo versante toscano: panoramica la vista, piacevolissima la strada, con belle curve e fondo stradale davvero ben tenuto.

Scolliniamo dopo una breve sosta sul piazzale del valico.



Nella parte alta della discesa c'è ancora della neve ai bordi della strada.


Scendiamo verso Castelnovo ne’ monti. La discesa sul versante Emiliano è filante, con qualche tornante, qualche contropendenza. Si vede chiaramente la Pietra di Bismantova, citata anche da Dante.


Dopo Castelnovo la strada sarebbe ancora divertente, ma troviamo un intenso traffico: in questi casi basta una macchina lenta, che tutto viene bloccato. Poi la strada spiana un po'. Ci mettiamo moltissimo a raggiungere Reggio Emilia 50 km più avanti. Sosta, rifornimento e saluti dal benzinaio e via in A1, col sole che scende.



La Stelviona con questi 1100 del fine settimana ha passato i 60.000 km. Sull'extraurbano misto siamo sempre tra i 16,6 e i 17 km/l, calcolati tenendo conto dei km percorsi e della benzina rifornita (dunque non affidandomi al dato fornito dal display del consumo).


Si può dire che la stagione ora è davvero iniziata. Presto ci saranno altri giri di più giorni: tanta attesa e finalmente si gira seriamente anche quest’anno!

Nessun commento:

Posta un commento