Riding passion

La moto gira.. guarda.. e racconta

domenica 10 maggio 2015

9 e 10 Maggio. In giro con la Guzzi: Tonale e Col de Joux

Dopo i recenti km fatti in sella alla Bonnie, questo fine settimana è toccato alla Stelvio mettere le ruote in strada per macinare km.
Il meteo si preannunciava perfetto per andare in giro. Inizialmente avevo programmato di fare un giro al Parco Nazionale del Gran Paradiso, ma dopo aver appreso che il colle del Nivolet è ancora chiuso, ho dovuto cambiare i programmi.

SABATO, 9 MAGGIO
Alla fine ho deciso per questo giro:

Milano-Rivolta d'Adda-Rovato-Iseo-Passo Maniva-Bagolino-Lago d'Idro-Madonna di Campiglio-Campo Carlo Magno-Dimaro-Passo del Tonale-Edolo-Iseo-Rovato-Milano



La Rivoltana SS14 verso Brescia. Poi, dopo Chiari, su per Iseo. Ad Iseo seguo le indicazioni per Polaveno: ricordavo questa strada dopo averla fatta in discesa tornando dal Rebel di Settembre 2014. Questa volta la faccio a salire, seguendo le indicazioni per Gardone Val Trompia.
La strada è trafficata e abbastanza fastidiosa. Molte sono le moto che si incontrano: sono un po' tutti in giro per godersi le curve in questa meravigliosa giornata: chi più placidamente, chi più aggressivo. Sinceramente non amo molto questo secondo tipo di motociclisti, che scambiano la strada per una pista.
La strada della Val Trompia all'inizio è trafficata e poco entusiasmante, ma dopo Collio comincia a salire bene e curvare e comincia a diventare divertente. A dire il vero, il traffico è comunque un problema, dal momento che proprio dove sarebbe più bello arrotondare le curve e "lasciar scorrere" la Stelvio si finisce sempre col trovare un auto o, peggio ancora, un trattore. Prudenza impone di rispettare il codice e così faccio. Man mano che la strada sale si libera un po'. Le condizioni del fondo sono ancora buone. E anche la vista non è male. Là davanti il Maniva...


Supero il bivio che porta al Crocedomini, ovviamente chiuso... e proseguo fino all'ampia spianata in cima al Passo Maniva.
Alcuni enduristi con targa della Repubblica Ceca fanno numeri incredibili con le loro moto, cariche all'inverosimile..


Parcheggio la Stelvio in modo che possa godersi la scenografica vita verso la vallata del Lago d'Idro.


La discesa verso Bagolino non è un granchè: il fondo stradale è estremamente rovinato e sconnesso, oltre che spesso stretto: non è poi così divertente scendere a valle. 
Giunto al bivio in fondo alla discesa, a sinistra si sale verso il Passo Crocedomini, a destra si scende verso il lago d'Idro. La discesa, da qui in avanti, è molto divertente e scorrevole, e l'ultima parte del tracciato, affacciata sul lago, regala scorci molto suggestivi.
A Lodrone la strada si immette sulla SS237 del Caffaro, che sale verso Campiglio. Nei pressi di Tione anzichè proseguire verso destra, per la Val di Ledro, mi immetto sulla SS239. 
Nei pressi di Pinzolo, quando sono le 13.30 circa, decido di fare una sosta per mangiare un boccone.
Da fuori noto una BMW R100 color rosso, parecchio modificata: può essere solo quella di Gionny Giò
Entrato in pizzeria infatti lo trovo a pranzo con altri due motociclisti. Quattro chiacchiere, dopo la sorpresa, poi loro riprendono la strada.
Consumato il pranzo, guardo il cielo e verso il Tonale dei nuvoloni neri si addensano. Decido comunque di proseguire verso Madonna di Campiglio: poi si vedrà. Pochi km più in alto, quando delle belle curve punteggiano il tracciato, un incidente tragico tra due moto era successo da pochi minuti: un VStrom che scendeva si è scontrato da pochi minuti con una Yamaha di un centauro tedesco. In seguito, con una ricerca sul web, apprendo che il tedesco purtroppo non ce l'ha fatta.
Abbastanza toccato, proseguo tra i detriti e i soccorritori. Madonna di Campiglio è vicina.


Anzichè passare dal tunnel che aggira il piccolo centro abitato, preferisco scendere sulla destra e attraversarlo passsando da sotto, ai piedi degli impianti che salgono al monte Spinale.


Continuo a salire verso il passo di Campo Carlo Magno, a monte dell'abitato della prestigiosa località sciistica.


Dopo inizia la discesa. La strada è in ottime condizioni e da affidamento.
Supero Folgarida e la discesa continua verso Dimàro. Al bivio trovo a destra l'indicazione per il Passo della Mendola, a sinistra quella per il Passo del Tonale. Decido di continuare secondo il piano originario, confortato in questo anche dalle rassicurazioni di un paio di motociclisti fermi al benzinaio Repsol poco più avanti: confermano che sul Tonale non piove.


C'è prima da percorrere la fondovalle, verso il Bivio per Marilleva 900 e 1400. Poi inizia la salita verso il Passo del Tonale: è davvero una gran salita, con curve scorrevoli e filanti, tonde e ben disegnate. Si sale con paicere e la Stelvio va che è una bellezza!
Eccola al Passo del Tonale.


Il Sacrario Militare costruito nel 1936 per commemorare 847 soldati caduti sul fronte in questa zona è imponente...


Riprendo la marcia scendendo verso Edolo: anche da questo versante la strada e il tracciato sono sfiziosi e divertenti. Bella scoperta, il Tonale.
A Ponte di Legno il bivio a destra per il Passo Gavia, verso Santa Caterina Valfurva: ma non è transitabile.
Più avanti, sempre verso destra, anche il Passo del Mortirolo è chiuso.
A Edolo si pone il dilemma: salire verso Aprica e sbucare in Valtellina, oppure scendere verso sud. Il piano iniziale prevedeva il passo del Vivione e decido di seguirlo. Anche perchè non ho voglia di sorbirmi la fondovalle della Valtellina.
Peccato che dopo Malonno, alla rotonda dove inizierebbe la strada che porta  a Schilpario e al Vivione, un cartello indichi a chiare lettere che il passo è chiuso. Come me, anche altri due motociclisti devono rinunciare. Peccato. E' la seconda volta che, giunto nei pressi, devo rinunciare a fare il Vivione.
A questo punto, visto che ho tempi un po' ristretti per rientrare a Milano, faccio la noiosa, seppur scorrevole fondovalle con gallerie che porta verso Iseo e Rovato, per poi seguire la Rivoltana fino a Linate. Per oggi direi che non mi sono fatto mancare i km.

DOMENICA, 10 MAGGIO
Sveglia presto e direzione A4 fino a Marcallo. Direzione Castano Sud. Incontro con Peo.


Poi discesa verso Novara per prendere Ste Speed.


Quindi su verso Ghemme e Gattinara, con salita verso Pray da S. Maurizio. Prima a Romagnano ci incontriamo con Vale e Molli.



Cominciamo da qui a fare tutte le strade curvose che si snodano sulle montagne alle spalle di Biella, passando per Pray e Valle Mosso. Sfioriamo le zone della Panoramica Zegna e ridiscendiamo verso Ivrea. I panorami sono bellissimi, ma purtroppo non c'è modo di fermarsi per scattare qualche foto: c'è abbastanza traffico, soprattutto di moto, e fermarsi dove sarebbe opportuno non è una grande idea. Peccato. Il tracciato è davvero divertente, ma il fondo stradale non sempre è il massimo. Comunque la Stelvio si comporta ottimamente.
Sbuchiamo comunque nei pressi di Ivrea, nella zona di Quincinetto.
Da qui seguiamo la fondovalle SS26 della Valle d'Aosta: abbastanza dritta ed anche trafficata. I tratti di saliscendi e curve, tipo nella zona del Forte di Bard e un po' oltre, non riusciamo a farle come meriterebbero.
Peo fa strada e "attacchiamo" la salita del Col de Joux da St. Vincent. In basso è stretto e trafficato. Man mano che si sale però si susseguono i tornanti e il divertimento è totale! A destra la vallata offre scorci bellissimi!


Ste Speed e Peo se la godono alla grande. Arriviamo in cima..



Pensavamo di arrivare tardi, ma alla fine alle 13.30 siamo su ed è il momento di rifocillarsi alla grande!!!



In cima, ai piedi della pista da sci, si trovano due chalet dove si può mangiare ottimamente e godere del magnifico sole. Oppure ci si pò adagiare all'ombra per una pennica ristoratrice. Ci sono giochi per i bimbi e un laghetto dove imparare i primi rudimenti del golf... oppure pescare.
E' pieno di moto e motociclisti... ma quassù arriva un po' di tutto!


Prima di ripartire, un'ultima foto al magnifico panorama..


Ridiscendiamo dalla parte di Brusson. La strada, all'ombra, non è il massimo: a parte problemi di visuale dovuti ai giochi d'ombra, il fondo stradale è abbastanza malmesso e pieno di tratti con ghiaietta in traiettoria. Non mi è piaciuto molto. Anche passato Brusson, il panorama è bello, ma la strada sempre piena di tratti sporchi e abbastanza sconnessi. Scendiamo a Verrès e di qui riprendiamo la strada fondovalle verso Quincinetto. Il caldo e la voglia di rientrare verso casa portano me e Peo a prendere l'autostrada. In 1 ora e poco più siamo a casa. 
Grande giornata, con posti dove sono stato poche volte e il Col de Joux, vera scoperta, percorso per la prima volta: di sicuro un posto dove tornare, magari con la stessa bella compagnia.

Giro verso la Valle d'Aosta e il Col de Joux

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