Riding passion

La moto gira.. guarda.. e racconta

domenica 19 ottobre 2014

18 e 19 ottobre 2014 in Veneto, tra Monte Grappa, Carnia e Croce d'Aune

18 Ottobre

Partenza di buon ora da Milano: in 2 ore e mezza arrivo a Vicenza nord, subito dopo aver lasciato la A4. Esco dall''autostrada a Vicenza nord, dove mi trovo con Nolmar. Proseguiamo verso Bassano del Grappa e Romano d'Ezzelino. Da Semonzo attacchiamo la salita del Monte Grappa: si sale su con 28 tornanti fino in cima al Sacrario del Monte Grappa: rampa naturale per praticare il parapendio.


La strada ha un bel fondo, anche se occasionalmente si accumulano gli aghi di pino che invitano a scegliere traiettorie più tranquille. Man mano che si sale, entriamo anche in qualche nuvola. Arrivando in quota, la vegetazione si dirada per lasciare spazio ai prati. La strada diventa più sporchina per l'umidità e per dei riporti di fango dovuti anche al passaggio di animali da pascolo. Arriviamo in cima al Grappa e non può non suscitare emozione l'imponente Sacrario ai caduti della Grande Guerra.



Questi monti sono ormai da allora nella storia Patria. Peccato che le nuvole basse e la foschia impedissero di ammirare la vallata verso Quero e Valdobbiadene e il passo di S. Boldo.


Piccolo tratto a ritroso, per iniziare la discesa dalla Strada Cadorna (SP148), sull'altro versante. Da questo lato c'è il sole che illumina la vista sull'altopiano di Asiago. Originariamente era una strada militare che il generale Cadorna fece costruire nel 1916 per portare uomini e mezzi sul Monte Grappa, ritenuto strategicamente importante per fermare l'offensiva austriaca. Discesa lunghissima e fantastica, con molti tratti in costa: si scende a Seren del Grappa, dove si imbocca la SS50 del Grappa e del passo Rolle verso Feltre e poi SS51 Alemagna (che arriva fino a Dobbiaco) da Ponte nelle Alpi fino a Longarone. Qui ci aspetta Jules Winnfield: benzina e si riparte verso Longarone. Poco più avanti si passa il punto in cui il Maè che scende da Forno di Zoldo e il Vajont dalla vallata opposta si congiungono nel Piave e si sale con belle curve in velocità verso Erto e Casso, dove c'è la diga sul fiume Vajont.



Proseguendo un po' più avanti, si vede il punto in cui si è staccata la frana dal monte Toc, che ha generato l'ondata e la devastante alluvione sulla vallata di Longarone. Si prosegue verso Cimolais. Stiamo costeggiando il versante sud del Parco Regionale delle Dolomiti Friulane. Prima di Barcis, passando da un ponte sospeso si accede alla strada che costeggia la sponda meridionale del lago e si ripassa sulla sponda settentrionale dopo essere passati sulla diga. Colpisce il contrasto: a destra acqua torbida, a sinistra acqua azzurra cristallina. Si prosegue lungo la SS63, che è bellissima. Si attraversa la Valcellina scendendo giù verso l'abitato di Poffabbro. Sosta per il pranzo, che sono quasi le 2 del pomeriggio.


Durante il pranzo abbiamo modo di sentire dei dialoghi in dialetto leggermente "coloriti" verso il Padreterno: pare sia una caratteristica del modo di parlare!


Ci rimettiamo in marcia dopo aver mangiato un ottimo pasticcio, che vale almeno 2 caffè!! Si prosegue verso Frisanco e su verso Tramonti. Strade bellissime! Benzina a Tramonti: qualcosa nel serbatoio o nella benzina ha dato problemi alla Broomhilda, che di lì a poco ha cominciato ad andare a singhiozzo.


Tolte le vaschette, erano piene di micro depositi: o qualcosa che si è distaccato internamente al serbatoio, o qualcosa nella benzina ostruiva il flusso di carburante.



Abbiamo dunque fatto un po' da scorta a Jules lungo la Val Tramontina, attraversata dalla strada che sale verso Ampezzo, la SR552. Si passa la Forcella di Monte Rest (m. 1.552 s.l.m.) e varie altre forcelle rimanendo nel bosco. Trionfano i colori dell'autunno, strada ottima: bisogna solo tenersi al centro, perché ai lati sono depositate tantissime foglie rosse, cadute dagli alberi del bosco.



Si sbuca quindi ad Ampezzo, dopo aver scavalcato il fiume Tagliamento. Mai stato in queste contrade: bellissimo scoprirle e scoprire che posti meravigliosi. Siamo molto vicini all'Austria e non lontani dalla Slovenia. Percorriamo la SS52 della Carnia e scendiamo verso Pieve di Cadore, reimmettendoci sulla SS51, ma stavolta in direzione sud. I tempi si sono un po' dilatati: decidiamo di prendere l'autostrada A27 a Ponte nelle Alpi. Di qui in avanti l'oscurità cala sul nostro viaggio ed arriviamo a Treviso intorno alle 19.10, quando ormai è notte. Grandissima giornata di moto!


E domani si gira ancora. 

MILANO-Monte Grappa-Diga del Vajont-Passo Rest-Tramonti di sopra-TREVISO



19 ottobre

Sveglia al mattino: ci troviamo con Jules.


Si va verso Nervesa della Battaglia, costeggiando il Piave e salendo per il circuito che attraversa il bosco del Montello. Saliscendi, curve, tornanti: perfetto per scaldarsi all'inizio dei giri. Ridiscendiamo dal Montello poco a nord di Montebelluna. Salita verso Pederobba e Feltre. Quindi sosta a Pedavena.




Fuori sono parcheggiate delle Ducati stagionate, ma sempre molto belle.



Una VERA Scrambler Ducati.. altro che la schifezza che hanno tirato fuori adesso..


Guardando in alto, le nuvole coprono il Croce d'Aune. Ma decidiamo di salire lo stesso. Sarà una salita di una decina di minuti, ma il tracciato è bellissimo e questa volta non troviamo traffico di sorta: saliamo a meraviglia, con curve, pieghe, tornanti fino in cima al passo. Poi decidiamo di anticipare l'ora del pranzo: per arrivare a Malga Campet c'è un bel tratto di sterrato. Fantastico!


In cima, la malga si rivela essere base di lancio per gli appassionati di parapendio.





Quattro chiacchiere con persone rimaste colpite dalle nostre motorette, con i bimbi come sempre entusiasti! Poi adiamo ancora più su, per goderci un altro po' di sterrato.





Poi decidiamo di attavolarci, presso una trattoria lì nei pressi.









Pranzo abbondante: Antonella e Gigliola ci trattano da re! Ci soffermiamo a lungo, per smaltire.



Poi, siccome la strada è lunga, ci rimettiamo in strada. Scendiamo dalla parte di Faller: strada attraverso il bosco, stretta e un po' rotta, ma a velocità adeguata si può percorrere tranquillamente. Anche questa due giorni motociclistica si è conclusa: probabilmente è stata l'ultima opportunità di fare un giro lungo, per quest'anno 2014: dalla prossima settimana entrerà in vigore l'ora legale, che accorcerà le ore di luce alla sera; anche l'umidità aumenterà e l'incertezza del meteo non permettrerà grossi programmi, senza contare l'abbassamento delle temperature e le implicazioni sulle condizioni del fondo stradale. Quindi è stato un finire davvero in bellezza, con le persone giuste e i posti giusti!


Un migliaio di km in 2 giorni sono una bel chiudere!

Treviso-circuito del Montello-Pedavena-Passo Croce d'Aune-Faller-Milano


domenica 5 ottobre 2014

Inizio ottobre con il Passo S. Marco

Giretto con Vecchialenza. Motociclisticamente interessante il Passo S. Marco. Stavolta fatto a salire da Morbegno. Strada in condizioni non proprio buone: sconnessa, un po' sporca e, essendo domenica, anche abbastanza trafficata, da motociclette e anche auto.
Qualche goccia di pioggia presa, ma davvero poca roba: giusto a bagnare le gomme.
Vista della salita dal lato di Morbegno...


Nebbia che sale agli irti colli...


Sul passo S. Marco


Rientro "incubo" da S. Pellegrino Terme a Curno: traffico di auto letteralmente inchiodato, come sempre alla domenica sera.

sabato 4 ottobre 2014

4 ottobre 2014, Verso la Valle d'Aosta: il Colle del Gran S. Bernardo

Sabato mattina, sveglia presto. Ho voglia di girare, ma non a breve raggio. Mi muovo che sono le 9 del mattino, a occhio e croce. Verso Novara, via Magenta e Trecate. 
Si, è tutta dritta, la SS11, e non resta che accontentarsi delle rotonde per qualche "piega".
Comunque l'andatura è abbastanza sostenuta: pianure, pianure pianure e... pianure. 
Aggiro Novara e seguo le indicazioni per la Valsesia: SS299.
Sulla sponda occidentale del Sesia, salgo fino a Serravalle Sesia: poi le indicazioni per Croce Mosso. La strada è umida, il cielo è coperto: non piove, ma certo non è incoraggiante. Anche per quello ignoro le indicazioni per Oropa e per la Panoramica Zegna: non mi va di andare in quota prendere acqua. Proseguo e vediamo come si mette. La SP200 della Valle Mosso è piacevole e ben tenuta. Non c'è neppure traffico.
Poichè non sono molto padrone della geografia locale, consulto spesso la piccola cartina che ho nella borsa da serbatoio. Seguo per Donato e Andrate: so che devo sbucare sulla strada della valle d'Aosta, nei pressi di Settimo Vittone.
La SS26 della valle d'Aosta, pur essendo una strada di fondovalle non mi risulta noiosa: hai montagne sempre più imponenti a destra e sinistra, e i paesi sono spesso sovrastati da bei castelli. Inoltre quei nomi dal suono francofono danno un tocco di esotismo che non guasta: sembra di essersi addentrati in qualche luogo estero. I nomi di note località sciistiche si susseguono e, non avendo familiarità coi luoghi, mi rallegra pensare di essere giunto fin quassù.
Intanto il meteo sembra migliorare e il sole fa capolino tra le nubi. Non so ancora bene dove andrò a parare: ogni valle e ogni castello mi attirano: Cervinia, Chatillon, Gressoney.. ma continuo ad addentrarmi verso il capoluogo.


Ad Aosta giungo che sono quasi le 13.. mangio un boccone e cerco un rifornimento.
Mentre mangio, guardo in alto: sono nubi, verso il Gran S. Bernardo. Ma non voglio pensare di essere arrivato fin qua, per non salire su qualche colle celebre. Decido di andare su, nonostante le nubi basse.
La strada, la SS27, inizia a salire secca, per poi diventare molto larga e scorrevole, con lunghi tratti con 2 carreggiate per senso di marcia e lunghi rettilinei. Ricorda un po' alcuni tratti della salita del Sempione. Del resto, è fatta per portare al traforo autostradale.
Il fondo stradale è perfetto, e questo da sicurezza nell'affrontare i tornanti: sono ampi e ben disegnati e c'è gusto a "riaprire" la manetta in chiusura di curva.
Poi un bivio: a sinistra si va verso il traforo, a destra si continua a salire per la strada statale.


E' molto ben tenuta: solo un tratto è leggermente dissestate e ha un restringimento per via di lavori, peraltro ben segnalati. Anche coi lavori, comunque, il fondo è più che accettabile e si va in sicurezza.
Finalmente si aprono davanti i monti...



Si vede il tracciato che sale..
La strada è un vero spasso e, tranne qualche auto, non c'è assolutamente traffico, nonostante sia sabato. Anche le moto sono poche: ne incrocio soprattutto a scendere.
Ci sono nuvole, si.. ma come si vede sopra e dalle foto qui sotto ci sono anche degli scorci soleggiati..


Le gallerie..


Continuando a salire, si aprono ampi scorci sulla vallata..



Passo il punto di ristoro dove l'anno scorso, per via della neve (nonstante fosse giugno!!) la strada era chiusa e aveva impedito a me e ad Ale di arrivare fino in cima.

Una piccola curva a sinistra ed ecco una spianata.. uno specchio d'acqua con una croce occupa il falsopiano, dove si trova la vecchia casa doganale. L'albergo Italia è l'ultimo edificio in territorio nazionale, mentre sullo sfondo la sagoma dell'Ospizio del Gran S. Bernardo torreggia sulla piccola depressione.




La statua di S. Bernardo domina la valletta..



Una volta qui c'era il confine tra la Savoia e il Vallese.. adesso, tra Italia e Svizzera..


Salgo ancora qualche metro, per arrivare sulla sommità. Foto ricordo con l'altitudine...




Poi passo sotto l'arco dell'antico Ospizio: venne fondato nell'XI secolo dalla comunità religiosa fondata proprio da S. Bernardo. E' ancora oggi rifugio, anche d'inverno. Anche Napoleone, con ben 40.000 uomini, passò di qua per andare a sconfiggere gli Austriaci a Marengo. Quassù già ai tempi di Augusto venne creata una strada dai Romani, letteralmente intagliata nella roccia!


Gli edifici dell'ospizio...


Vista del versante Svizzero, che scende verso Martigny


Purtroppo è ora di rimettermi in strada per tornare verso casa. E' valsa la pena salire fin quassù: il posto è suggestivo, la strada per arrivarci è ottima e motociclisticamente divertentissima. Da Milano, facendo solo strade statali, si può dedicare al viaggio una giornata intera, divertendosi anche nel tratto della valle Mosso e di Biella.
Sulla via del ritorno, una sosta presso l'imponente forte di Bard..


Ecco qui la cartina con il giro di oggi:



Per i dettagli, basta cliccare qui: Giro al Gran S. Bernardo